LA MOSTRA

PRESENTAZIONE

PRESENTAZIONE

conoscere per riconoscere

“Ex Africa semper aliquid novi”, così scriveva Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, e da qui parte la nostra mostra per raccontare come si intreccino vicende africane ed europee dall’antichità a oggi attraverso “storie” d’arte, di identità, di viaggi e di incontri partendo dalle cronache dei viaggi e dei primi contatti tra europei e africani.
Un’esposizione articolata in più sezioni: dalla qualità formale espressa in opere di grande e piccola dimensione, agli oggetti antichi dei celebri regni africani insieme alle maschere, alle figure rituali e di potere.
Sono inoltre proposte le nuove frontiere della ricerca sull’arte africana: l’antichità di quelle manifestazioni e l’identificazione di alcune “mani dei maestri” e con una sezione di indagine sull’estetica diversa del vodu, un’arte accumulativa impregnata di sacralità nel suo persistente divenire con opere che vengono esposte in Italia per la prima volta.

Una mostra curata da Ezio Bassani e Gigi Pezzoli, con il contributo di studiosi italiani e stranieri, e in memoria dello stesso Bassani, scomparso improvvisamente durante i lavori del progetto e figura alla quale si deve la diffusione della conoscenza dell’arte africana nel nostro Paese.
Non una mostra etnografica bensì una grande esposizione che supera la dicotomia generalista/specialistica, puntando a raccontare storie d’arte, di identità, di potere, di sacralità, di incontri e dialoghi.

Ex Africa è resa possibile grazie alla collaborazione di alcuni dei più importanti musei e collezioni internazionali tra cui in primis i Musei Vaticani, al nostro fianco fin dall’inizio della progettazione, il Weltmuseum di Vienna, il Museo delle Civiltà-Museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini” di Roma, il National Museum of Denmark di Copenhagen, il Museum für Weltkulturen di Francoforte, il Museum Fünf Kontinente di Monaco, il Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze e i Musei Reali di Torino, il Museo Civico Medievale di Bologna, il Rautenstrauch-Joest Museum di Colonia, Museum Rietberg di Zurigo e altri.

Se Erodoto scriveva “in Africa sono tutti incantatori”, Hegel nella sua Lezioni sulla filosofia della storia (1830-1831) tracciava un quadro del continente che avrebbe impresso negativamente e in modo indelebile l’immaginario europeo per gli anni a venire. Secondo Hegel: “Ciò che noi intendiamo propriamente per Africa è lo spirito senza storia, lo spirito non sviluppato, ancora avvolto nelle condizioni naturali, e di cui doveva solo farsi menzione qui sulle soglie della storia”. L’Africa quindi come continente fuori dalla storia dello spirito, abitato da popolazioni primitive, dedite alla magia, schiacciate dalle superstizioni e solite praticare riti cruenti. In realtà, i testi prodotti a partire dal XV secolo da viaggiatori, mercanti, esploratori e missionari evidenziavano piuttosto la vicinanza tra europei e africani.

Chiaramente, a differenza di quello che il termine “tradizione” ha spesso cercato di far intendere, non si è mai trattato di forme e istituzioni immobili, ma, al contrario, da sempre sensibili alla storia, ai cambiamenti, agli incontri, e, inoltre, curiose, aperte e pronte ad accogliere le forze e i poteri che giungevano da altrove.

Ex Africa presenta il valore dell’arte africana, ricostruendone il contesto storico e culturale da cui essa trae origine, giungendo alla eredità e influenza nella pittura europea d’inizio Novecento con il primitivismo e la cosiddetta Art Nègre, fino a toccare gli ambiti dell’arte contemporanea africana.

Una mostra unica e irripetibile, per una storia da conoscere per riconoscere.

Per l’eccezionalità dei prestiti la mostra è pensata appositamente e unicamente per Bologna e non potrà quindi avere altre sedi.

Immagine di testata: Africa, Sierra Leone, Saliera con coperchio | Bologna, Museo Civico Medievale